Dicono di me…

Ken Damy(…) “La scelta di questo portfolio, per una volta, non mi è costata fatica. (…) Mario non ha stravolto la materia naturale, l’ha solo arricchita di poesia. Colori tenui e contrasti dimessi con saggia e profonda ammirazione per questi totem naturali che gli antichi adoravano per la loro forza in-naturale e selvaggia.”

KEN DAMY

(…) “Chiave certamente vincente della coraggiosa professionalità di Mario La Fortezza è stata la capacità di sposare una lettura personale e tecnicamente inconsueta con la capacità di trasferire su soggetti concretamente commerciali questo questo modo di esprimersi. (…)



ROBERTO TOMESANI

null    (…) "nella foto di Mario la realtà non è reale. Mai cruda o iperrealista, ma educata e bisbigliata appena. Sembra di sentire il suo tono di voce. I suoi scatti sono le sue parole."



LORENZO MARINI
Francesca Caraffini"Le immagini qui raccolte accolgono lo sguardo  poetico con cui da sempre Mario La Fortezza conduce la propria ricerca artistica. Attimi che si congelano portando in sé la lievità di uno sguardo fanciullesco capace di stupirsi nell’osservare il mondo attraverso un vetro battuto dalla pioggia che cade." (…)

FRANCESCA CARAFFINI
null (…) "L’arte di La Fortezza è sottile e forte come il filo dell’aquilone, se si tira troppo la tensione la spezza, se si cede cade l’illusione: e guardandola ammirati stiamo con il naso all’insù, a cercare con lo sguardo quello che la purezza d’animo di un artista ha già visto con una leggerezza eccezionale che solo il vento scompiglia.

Franz Pagot
(…)"Un album di immagini impaginato col cuore. Un diario sul ritrovamento delle proprie radici, scritto con l’allegra levità che nasce dalla tenerezza.
Con La Fortezza la fotografia diventa esercizio poetico."

UGO RONFANI
"Mario La Fortezza congela in un istante il mistero di qualcosa di più grande di noi umani. Il mistero racchiuso nel gioco delle dimensioni, dove il microcosmo mantiene e contiene tutti i principi e le meravigliose complessità del macrocosmo. Ci vuole una sensibilità particolare per poter cogliere segnali dal cosmo in una manciata di terra, in una pozzanghera ghiacciata. (…)"

MARCO RIBOLLA
(…) “con la sua produzione, alquanto vasta, ha spaziato dal reportage alla sperimentazione sui materiali, dalla sequenza ad istantanee ricche di ironia e, cosa rara a trovarsi in fotografia, di umorismo.”

ROBERTA VALTORTA
(…) “Sono immagini rispettose del personaggio e del luogo per struttura formale. La colorazione manuale in delicati toni pastello sottolinea la liricità dell'idea e dell'ambiente. L'atmosfera è sognante, com’è naturale in certe memorie che non sappiamo bene se appartengono ad una realtà vissuta o immaginata.”

GIULIANA SCIMÈ
(…) “Creativa è la persona in grado di far luce su ciò che è ovvio, animare con la propria sensibilità ciò che altrimenti sarebbe solo materia. Per farlo, occorre un profondo lavoro interiore: entrare in contatto con se stessi al di là dei valori del mondo, al di là del caos della mente. (…) Se un’opera d’arte riesce a generare questo impatto, si parla di “arte oggettiva”, qualcosa che si può cogliere facilmente nel lavoro di questo artista dell’anima.”

VIDEA RICCI
(…) “Oggi la magia è fatta anche in camera oscura con sapienti viraggi e ricerca di colori delicati; oggi il mito scivola fra la nostra libertà di immaginazione, di fronte alle forme di questi alberi, serve infine a svelarci a noi stessi.”

ROBERTO MUTTI
(…) “La Fortezza struttura una poetica a metà tra l’impressionismo (forse più musicale che pittorico, ma tant’è…) e l’haiku giapponese (un frammento di poche righe per esprimere, anzi per “tentare” l’universo). (…)

LANFRANCO COLOMBO
(…) “Le sue matite sono perfettamente temperate di luci ed ombra. Il suo racconto del mondo è sognante e magico.”

MICHELE MIRABELLA

(…) Senza mai forzare la mano, la fotografia di Mario la Fortezza agisce direttamente sull’immaginazione individuale, con evocazioni mai chiuse in se stesse. E’ una sorta di sogno e di invenzione che appartiene direttamente all’osseratore, emotivamente impegnato e coinvolto in una riflessione che si spinge fino alla meditazione. Quello di Mario La Fortezza è un gesto fotografico contro il tempo, distante dalla superficialità quotidiana senza fine. -

Senza mai forzare la mano, la fotografia di Mario la Fortezza agisce direttamente sull’immaginazione individuale, con evocazioni mai chiuse in se stesse. E’ una sorta di sogno e di invenzione che appartiene direttamente all’osseratore, emotivamente impegnato e coinvolto in una riflessione che si spinge fino alla meditazione. Quello di Mario La Fortezza è un gesto fotografico contro il tempo, distante dalla superficialità quotidiana senza fine.

Senza mai forzare la mano, la fotografia di Mario la Fortezza agisce direttamente sull’immaginazione individuale, con evocazioni mai chiuse in se stesse. E’ una sorta di sogno e di invenzione che appartiene direttamente all’osseratore, emotivamente impegnato e coinvolto in una riflessione che si spinge fino alla meditazione. Quello di Mario La Fortezza è un gesto fotografico contro il tempo, distante dalla superficialità quotidiana senza fine.

Senza mai forzare la mano, la fotografia di Mario la Fortezza agisce direttamente sull’immaginazione individuale, con evocazioni mai chiuse in se stesse. E’ una sorta di sogno e di invenzione che appartiene direttamente all’osseratore, emotivamente impegnato e coinvolto in una riflessione che si spinge fino alla meditazione. Quello di Mario La Fortezza è un gesto fotografico contro il tempo, distante dalla superficialità quotidiana senza fine.

Senza mai forzare la mano, la fotografia di Mario la Fortezza agisce direttamente sull’immaginazione individuale, con evocazioni mai chiuse in se stesse. E’ una sorta di sogno e di invenzione che appartiene direttamente all’osseratore, emotivamente impegnato e coinvolto in una riflessione che si spinge fino alla meditazione. Quello di Mario La Fortezza è un gesto fotografico contro il tempo, distante dalla superficialità quotidiana senza fine.

Senza mai forzare la mano, la fotografia di Mario la Fortezza agisce direttamente sull’immaginazione individuale, con evocazioni mai chiuse in se stesse. E’ una sorta di sogno e di invenzione che appartiene direttamente all’osseratore, emotivamente impegnato e coinvolto in una riflessione che si spinge fino alla meditazione. Quello di Mario La Fortezza è un gesto fotografico contro il tempo, distante dalla superficialità quotidiana senza fine.

Senza mai forzare la mano, la fotografia di Mario la Fortezza agisce direttamente sull’immaginazione individuale, con evocazioni mai chiuse in se stesse. E’ una sorta di sogno e di invenzione che appartiene direttamente all’osseratore, emotivamente impegnato e coinvolto in una riflessione che si spinge fino alla meditazione. Quello di Mario La Fortezza è un gesto fotografico contro il tempo, distante dalla superficialità quotidiana senza fine.

Senza mai forzare la mano, la fotografia di Mario la Fortezza agisce direttamente sull’immaginazione individuale, con evocazioni mai chiuse in se stesse. E’ una sorta di sogno e di invenzione che appartiene direttamente all’osseratore, emotivamente impegnato e coinvolto in una riflessione che si spinge fino alla meditazione. Quello di Mario La Fortezza è un gesto fotografico contro il tempo, distante dalla superficialità quotidiana senza fine.

Senza mai forzare la mano, la fotografia di Mario la Fortezza agisce direttamente sull’immaginazione individuale, con evocazioni mai chiuse in se stesse. E’ una sorta di sogno e di invenzione che appartiene direttamente all’osseratore, emotivamente impegnato e coinvolto in una riflessione che si spinge fino alla meditazione. Quello di Mario La Fortezza è un gesto fotografico contro il tempo, distante dalla superficialità quotidiana senza fine.

   

MAURIZIO REBUZZINI
 

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